Il programma Gol è un’azione di riforma prevista dal Piano nazionale di ripresa e resilienza dell’Italia che si pone l’obiettivo di rilanciare l’occupazione attraverso le misure e gli interventi di politiche attive del lavoro e formazione, con una particolare attenzione nei confronti di giovani, donne e disoccupati.

 

Chi sono i beneficiari:

 • I beneficiari di ammortizzatori sociali: lavoratori per i quali sia prevista una riduzione superiore al 50% dell’orario di lavoro.

• lavoratori fragili o vulnerabili: giovani NEET (meno di 30 anni); persone con disabilità; lavoratori maturi (55 anni e oltre); donne in condizioni di svantaggio.

• i disoccupati percettori di NASPI o DIS-COLL;

• i percettori del Reddito di Cittadinanza;

• disoccupati senza sostegno al reddito: disoccupati da almeno 6 mesi, altri lavoratori con minori opportunità occupazionali (giovani e donne, anche non in condizioni di fragilità), lavoratori autonomi che cessano l’attività o con redditi molto bassi;

• lavoratori con redditi molto bassi (i cosiddetti working poor): secondo la disciplina fiscale

• lavoratori autonomi titolari di Partita IVA, come previsto dalla Legge di Bilancio 2022, ai commi 251-252.

Le azioni attivabili

Il target a cui si rivolge GOL è molto eterogeneo.

Il piano è suddiviso in percorsi differenziati in base all’esperienza lavorativa e alle caratteristiche del beneficiario. Le azioni attivabili sono:

  1. Reinserimento lavorativo: per coloro più vicini al mercato del lavoro, servizi di orientamento e intermediazione per l’accompagnamento al lavoro.

  2. Aggiornamento delle Competenze (upskilling): per lavoratori più lontani dal mercato, con interventi formativi richiesti prevalentemente di breve durata e dal contenuto professionalizzante.

  3. Riqualificazione delle Competenze (reskilling): per lavoratori lontani dal mercato e competenze non adeguate ai fabbisogni richiesti, formazione professionalizzante più approfondita.

  4. Lavoro e inclusione: percorsi in rete con gli altri servizi territoriali (sociali, sociosanitari, di conciliazione, educativi) nel caso di bisogni complessi, quali quelli di persone con disabilità o con fragilità.

  5. Ricollocazione collettiva: valutazione delle chanches occupazionali sulla base della specifica situazione aziendale di crisi, della professionalità dei lavoratori coinvolti e del contesto territoriale di riferimento per individuare soluzioni idonee all’insieme dei lavoratori stessi.

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